oggi, lunedì 06 settembre 2010    
    MENU
     HOME PAGE      BIOGRAFIA
     VIDEO E IMMAGINI      CONTATTI
     PRESENTAZIONE      AGENDA
www.lavoce.info
www.libertaeguale.com
www.federconsumatori.it
www.altroconsumo.it
www.cna.it
www.alexa.com
www.buscadero.com
www.noisefromamerika.org


I numeri hanno la testa dura

Basta poco per svelare la fragilità del ragionamento di Melucci. E’ impostato sul raffronto con il ’99 ed afferma che a Rimini da allora nulla è cambiato nel rapporto tra i blocchi elettorali di centro destra e centro sinistra. Quel raffronto però dimostra esattamente il contrario.

Allora si andò al ballottaggio perché Rifondazione era fuori dall’alleanza. Con quei voti al primo turno non ci sarebbe stata partita. Soprattutto nasconde che questa volta al ballottaggio un pezzo del centro destra di allora, l’area rappresentata dall’UDC, ha scelto l’alleanza con il centrosinistra.
Non uso altri argomenti, i dati hanno la testa dura e dimostrano, purtroppo, che in 10 anni vi è stato un pesante scivolamento a destra dell’elettorato riminese.
Ilvo Diamanti, uno dei massimi esperti di andamenti elettorali italiani, ci ha spiegato che gli ultimi turni elettorali hanno cominciato ad erodere significativamente la staticità dei blocchi elettorali del nostro paese. Rimini è uno dei luoghi dove questa erosione è più consistente. In regione, come peso del centro sinistra, siamo scivolati sotto a Parma, che è governata dal centro destra.
Ci sono responsabilità locali per questi risultati? O vogliamo dare anche di ciò la colpa a Veltroni?
Melucci ha rivendicato la centralità vincente per il PD del “modello Rimini”, immagino per contrapporlo al modello perdente di Nando Fabbri. Tra i due è una disputa infinita che dura dal 1998, ma l’unica cosa certa, oltre alla difficoltà di capire dove passano le distinzioni politiche, sono le migliaia di voti che abbiamo perso, in tutta la provincia, a vantaggio del centro destra. Nel conflitto tutto fa brodo, anche prendersela con il PD di Bellaria, che ha ingaggiato una battaglia generosa per rimontare un distacco incolmabile.
Non ho spazio per spiegare cos’è il “modello Rimini”, diciamo che è animato dalla filosofia per cui ogni strumento è buono pur di governare, che il governo serve per mantenere il governo e gli interessi della comunità sono un optional.
Perciò non mi stupisco più se il mio partito che si chiama democratico, a Rimini, non considera un problema suo l’enorme diserzione delle urne della maggioranza dei cittadini. Chi se ne frega, più stanno a casa, meglio si governa.
 

Commento:


Firma:









 
    ULTIMI ARTICOLI
15 Agosto 2010
Intervista a La Voce. "Se il PD rimane fermo, chi vuole cambiare guarda a destra"
10 Agosto 2010
E' mi ba
25 Giugno 2010
Un'emorragia che andava fermata.
23 Giugno 2010
Un Papa straniero
04 Giugno 2010
Ecco perchè...
29 Maggio 2010
Imposta di Soggiorno, no, grazie!
23 Maggio 2010
Interismo
03 Aprile 2010
Record negativi per il PD riminese. Che fare?
12 Marzo 2010
La regione entra in Fiera. Intervista a La voce
06 Febbraio 2010
Rimini e Craxi (3). Tra passato e presente
25 Gennaio 2010
Rimini e Craxi (2). Le ragioni delle due sinistre
23 Gennaio 2010
Rimini e Craxi (1). I primi anni della sfida a sinistra
22 Gennaio 2010
Perchè l'Holding continua ad essere un pessimo affare
15 Gennaio 2010
Riflessioni a proposito delle polemiche su Craxi
07 Gennaio 2010
Lettera aperta al Sindaco di Rimini sulla Holding