oggi, luned́ 06 settembre 2010    
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Classifiche 2009

Da qualche parte bisogna cominciare e allora questa prima uscita la dedico al gioco delle classifiche. Vi presento le mie del 2009.

Dei libri non considero la passione che mi ha preso per le storie criminali targate scandinavia, dalla trilogia del Millennium di Stieg Larsson, ai romanzi di Hanne Holt, anche se i miei preferiti sono la coppia Maj Sjowall e Per Wahloo, di cui Sellerio sta pubblicando i romanzi scritti negli anni '60. Del genere, mi ha stufato invece Fred Vargas, il suo commissario Adamsberg e gli altri improbabili investigatori, mentre ho scoperto un autore per me straordinario, Francisco Gonzalez Ledesma, che ha scritto negli anni ’90 storie notturne e cupe ambientate in una Barcellona che non c'è più. Di Ledesma tempo fa avevo letto Soldados, una bella narrazione sul postfranchismo e gli echi della guerra civile, ma è il noir il suo forte. Lo consiglio.
Il romanzo che ho preferito è Il meccanico delle rose di Hamid Ziarati, descrive con straordinaria poesia, un Iran crudele, luogo di passioni e sentimenti ancestrali, nel quale nessuno dei protagonisti che si inseguono ed incrociano le loro vite, è innocente.
Olive Kitteridge di Elizabeth Strout, per chi ha amato Antologia di Spoon river, è un nuovo sorprendente incontro con gli interrogativi sull’esistenza degli uomini e delle donne americani. Cento anni dopo, in prosa.
Accabadora di Michela Murgia svela una storia ed una tradizione stupefacenti. Trasporta i nostri moderni dubbi etici sul fine vita, nel contesto dell’esistenza senza tempo di una comunità della Sardegna profonda, nella quale la vita e la morte sono scanditi dalla “naturale” severità delle donne e degli uomini.
Andrew Sean Greer ha scritto La storia di un matrimonio in modo magistrale. In almeno due svolte del racconto ti accorgi improvvisamente che nulla è come ti era apparso per molte pagine prima. Al centro il tema delle diversità che impongono, nello sviluppo del romanzo, scelte travagliate e davvero inattese.
Zia Mame di Patrick Dennis mi ha sorpreso e divertito. Ho letto senza mai riuscire a trattenere il riso le camaleontiche trasmigrazioni di approcci culturali, di mode, di stili di vita della zia di Patrick. Sarà forse troppo caricaturale, ma i tic, le vanità e le fortune dell’èlite metropolitana made in USA degli anni a cavallo della guerra, vengono demoliti da un leggero e affascinante guanto di velluto.

 
Sul mio personale podio dei film 2009 ci metto Gran Torino di Clint Eastwood, L’uomo che verrà di Giorgio Diritti e Baaria di Giuseppe Tornatore. Grandi narrazioni in stili molto diversi, ma dalla grande fascinazione e capacità di coinvolgere lo spettatore, almeno così è stato per me. Una coincidenza, le tre storie sono attraversate dal rapporto tra generazioni diverse e muovono dal punto di vista del bambino o dell'adolescente. Ci aggiungo The reader di Stephen Daldry che racconta con grande maestria una vicenda vera ed inquietante, anche qui generazioni diverse. Chiudo con Soul Kitchen, una bella, divertente e sgangherata commedia giovanilista di un regista tedesco di origine turca, Fatih Akin.

 
Musica! Ho ascoltato fino all'ossesione Pica! di Davide Van de Sfross. Il rock che incontra il country ed il blues mi è sempre piaciuto, è la musica dei miei anni e se la ritrovo non la mollo. Furestee e New Orleans sono pezzi memorabili. Per me reggono il confronto con il meglio di Neil Young. 21st century breakdown è un pò inferiore ad American Idiot, ma i Green Day hanno confezionato un altro album di grande impatto, vitalissimo. A proposito di rock vitalissimo segnalo Back Spacer dei Pearl Jam, secondo me riporta la loro produzione ai punti più alti, Eddie Vedder, dopo il solitario In to the wild, ritrova melodie rock davvero trascinanti. Nostalgia, forse sarà solo nostalgia, ma il doppio CD di Eric Clapton and Steve Winwood, live from Madison Square Garden, io me lo sono sentito e risentito. Non ho idea se i pezzi proposti facessero parte di un repertorio consolidato assieme, oltre a quello comune nei Blind Faith. E' certo che ci sono esecuzioni eccezionali, Voodoo Chile e Little Wing su tutte. Ho dubbi per il quinto album perchè me ne sono piaciuti diversi, alla fine scelgo un'altro live Baionarena di Manu Chao, forse il ritmo che domina entrambi i CD, fa perdere qualcosa alle melodie miglioriche conosciamo, ma il risultato è molto coinvolgente. Non segnalo To night dei Franz Ferdinand che pure mi era piaciuto molto, sono andato al loro concerto a Barcellona e dal vivo sono decisamente superiori!




 
 
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