 |
 |
15 Agosto 2010
Intervista a La Voce. "Se il PD rimane fermo, chi vuole cambiare guarda a destra"
Che dice della proposta di Linda Gemmani come candidata a Sindaco di Rimini per il Centro destra?
Pochi sanno se sia davvero in campo, non ci sono conferme e nulla si sa di una sua reale disponibilità. Da uomo di sinistra però nutro una certa invidia politica.
Da dove l'invidia?
Intanto per il percorso. A quanto ho capito ambiti che vanno al di là dei partiti, sia sul versante del mondo cattolico che di quello imprenditoriale, hanno iniziato a pensare alle sorti della nostra città ed ad individuare persone in grado di interpretare un progetto di cambiamento. Fuori dalle logiche di potere, dalle ambizioni personali, dagli uffici di collocamento politico e dalle polemiche malate che agitano i partiti, con uno spirito civico inedito, pensano al futuro. E se immaginano un interlocutore, guardano purtroppo al centro-destra e non dalla nostra parte. E' una sfida impegnativa per la politica, che sta già mettendo in fibrillazione gli assetti correntizzi del centro- destra, ma preferirei davvero patire quelle fibrillazioni e che la sfida fosse rivolta a noi.
E la candidata le sembra convincente?
Non conosco Linda Gemmani, tuttavia se ricopre quegli incarichi all'SCM, non deve essere una sprovveduta. Chi ne parla la descrive come una persona seria e capace, animata da passione civile, lontana dagli stereotipi delle donne in carriera.
Sarebbe anche un'industriale, forse per la prima volta, al comando.
Ho sempre lamentato lo scarso peso che ha la cultura industriale nel nostro territorio. Nonostante l'importanza di tante imprese, ha sempre inciso poco nella formazione della volontà politica. La novità più grande sarebbe però la distanza da quel blocco edilizio immobiliare che alimenta la rendita speculativa e che da decenni condiziona le sorti della nostra comunità. Sulla condotta dei vertici dell'SCM si può certamente discutere, anche dal punto di vista sindacale. Una cosa però è certa, non devono i loro successi alla politica locale e non hanno nulla a che fare con mattoni e cemento, l'ipoteca più pericolosa per chi siede a palazzo Garampi.
|
 |
ULTIMI INTERVENTI |
 |
|
10 Agosto 2010
|
 |
|
E' mi ba
|
 |
 |
|
25 Giugno 2010
|
 |
|
Un'emorragia che andava fermata.
|
 |
 |
|
23 Giugno 2010
|
 |
|
Un Papa straniero
|
 |
 |
|
04 Giugno 2010
|
 |
|
Ecco perchè...
|
 |
 |
|
29 Maggio 2010
|
 |
|
Imposta di Soggiorno, no, grazie!
|
 |
 |
|
23 Maggio 2010
|
 |
|
Interismo
|
 |
 |
|
03 Aprile 2010
|
 |
|
Record negativi per il PD riminese. Che fare?
|
 |
 |
|
12 Marzo 2010
|
 |
|
La regione entra in Fiera. Intervista a La voce
|
 |
 |
|
|
 |
 |
| MINIMA |
 |
10 Agosto 2010
"Io niente, e te?"
L'episodio mi pare l'abbia raccontato il suo amico Sergio Zavoli.
Sono i giorni del trionfo della Dolce Vita, il suo nome è su tutti giornali, Federico Fellini torna a Rimini, passeggiando sul Corso, incontra il Nin, alle prese con una qualche luminaria, gli chiede, con il tono amichevole di chi ha voglia di “tornare” alla sua città, “cosa fai?” e si sente rispondere secco: “Io niente, e te?”
Rimini è così. Riuscì raramente, quando Fellini era ancora in vita, a stabilire un rapporto sensato con una delle figure più importanti della cultura italiana del ‘900. Afflitta da irrimediabile provincialismo pretendeva di misurare sui propri passi piccini, le orme di un grande.
Dopo la sua morte, non mi pare le cose siano molto cambiate.
La Fondazione ha vivacchiato, di fatto non è mai riuscita a decollare, per giunta adesso si scopre pesantemente in rosso. Il maestro Federico non lo merita.
|
 |
| NOTA BENE |
 |
Corriere: Scioglimento, anche Fassino la pensava come noi di Fabrizio Cicchitto e Giuseppe Calderisi 24.08.10 (scarica pdf)
Corriere: Scrivo al mio paese di Walter Veltroni 24.08.10 (scarica pdf)
Messaggero: Fermiamo la guerra civile fredda di Paolo Pombeni 17.08.10 (scarica pdf)
[ archivio nota bene ]
|
 |
| LETTO, VISTO, ASCOLTATO |
 |
17 Agosto 2010
In person & on stage di John Prine
John Prine, l'ho imparato a conoscere da Buscadero. Non sapevo la sua storia, il ruolo di erede di Bob Dylan che a suo tempo gli era stato assegnato, come periodicamente è accaduto ad altri song writers americani nel corso degli anni. Una base folk, gli echi country, la frequentazione blues, testi mai banali, questi gli ingredienti per la ricerca di chi potesse accogliere quella eredità. Prine li aveva e indubbiamente li ha conservati, anche se come tanti altri, ha finito per deludere quelle pretese, preferendo ritagliarsi un proprio spazio ed una propria identità che, chi ascolta l'ultimo suo CD uscito recentemente, può apprezzare in tutto il suo spessore. Non sarà Dylan, ma è un ascolto davvero piacevole.
In person & on stage è un live che contiene la sua produzione migliore. Quattordici canzoni eseguite in una formazione assolutamente essenziale, la sua chitarra e la sua voce, accompagnate da una chitarra solista e da un basso, che funzionano anche da coristi, qualche volta c'è il contributo del violino fiddle, più la presenza, in alcuni pezzi, di voci ospiti, di cui la più conosciuta è quella di Emmylou Harris.
|
|
 |
 |