oggi, martedì 07 febbraio 2012    
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03 Febbraio 2012

Se nasce il partito per la città.

L’impegno bipartisan di cui si discute in città in questi giorni è una buona notizia.
Rimini, a differenza di molte realtà della nostra regione, non ha mai avuto un partito per la città. Sarà la litigiosità naturale della nostra gente, sarà la contendibilità politica del Comune di Rimini, che fin dal dopoguerra è stata elevatissima, ma qui purtroppo un terreno comune tra maggioranza ed opposizione, per spingere assieme su Roma e Bologna, ha sempre fatto fatica ad affermarsi.
Chi ha familiarità con le provincie ed il territorio della Romagna può intestare facilmente molte infrastrutture, che li ci sono e che qui invece mancano, a quello spirito di cui noi siamo storicamente privi.

L’occasione del governo Monti non andava sprecata, merito allora a Vitali e Pizzolante per averla colta ed avere avviato il percorso.
Sarebbe un guaio però se altri protagonisti della vita politica locale, a cominciare dai partiti di riferimento, per timore di primogeniture non autorizzate, snobbassero questa novità politica. Le obiezioni le conosco.
C’è stato eccessivo protagonismo da parte dei promotori? Il protagonismo è il sale della politica, se si misura sul bene comune è una competizione utile e fa bene alla città.
L’agenda proposta è banale? A me non pare, pensiamo soltanto al destino degli asset della Provincia. Tuttavia credo nessuno vieti di arricchirla o correggerla.
Si sono furbescamente evitati i punti di contrasto, come il TRC? Se l’obiettivo fosse litigare se ne troverebbero in quantità industriale. Delimitare l’impegno comune alle cose condivise mi sembra saggio, ma è persino scontato.
Chiediamoci perché, nonostante le sue amarissime medicine, Mario Monti continua ad essere così popolare.
C’è un’Italia stanca delle risse da cortile della cattiva politica, che non sopporta più l’immobilismo figlio di veti incrociati e corporazioni, e che riesce a capire anche dolorose rinunce, se distribuite equamente. Rimini non fa eccezione.
Mettersi in sintonia con questo “sentire” rivaluta la parte nobile della politica e può prepararne i tempi nuovi, perchè dopo Monti, lo sappiamo, la politica non sarà più la stessa.
Può costituire, inoltre, un dividendo positivo per la nostra comunità. Con le riforme sono iniziati grandi cambiamenti ed altri ce ne saranno, stare in questa corrente, facend...    (continua a leggere...)

 


ULTIMI INTERVENTI
20 Gennaio 2012
Patto di sindacato per Hera: riformisti immaginari.
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04 Luglio 2011
Società frammentata, politica assente. Commento alla tornata elettorale




 
    MINIMA

02 Febbraio 2012
Quando il mondo ci entra in casa.

 Una cosa che mi ha sempre colpito è lo spazio che la stampa all’estero dedica alle questioni internazionali rispetto a quella italiana. Se sfogli un giornale in una qualsiasi delle grandi capitali d’Europa ti accorgi subito di quanto più ristretto sia il nostro orizzonte.
La ragione molto probabilmente risiede nel retaggio dei vecchi imperi coloniali e nella tradizione secolare di stati che hanno un passato da protagonisti della grande politica internazionale. Quella memoria alla fine si è radicata nella cultura diffusa e nell’opinione pubblica più larga ed è perciò “naturale” che lo sguardo, anche dell’informazione generalista, abbracci il grande mondo.
In Italia invece la politica internazionale appare cosa da specialisti, annoia il pubblico ed anche gli addetti ai lavori sembrano subire questa minorità. Eppure tutti sappiamo l’importanza decisiva che ha avuto la politica internazionale nella storia d’Italia, fin dai tempi della sua nascita. Dai bersaglieri in Crimea, a Napoleone III, prima a Roma e poi a Solferino.
Ed anche le conseguenze sulla politica interna. Siamo infatti l’unica grande democrazia europea a non avere conosciuto alt...    (continua a leggere...)


[ archivio minima ]
 

    NOTA BENE

Corriere: Come tagliare la spesa pubblica. di Paolo Andrea Colombo 31.01.12
(scarica pdf)

Repubblica: Se il sindacato intonasse la Marsigliese. di Eugenio Scalfari 31.01.12
(scarica pdf)

Repubblica: Lo spirito liberale non soffia sul credito. di Alessandro De Nicola 30.01.12
(scarica pdf)

[ archivio nota bene ]
 
    LETTO, VISTO, ASCOLTATO

21 Aprile 2011
Classifiche 2010 6° parte CINEMA Lebanon e Tra le nuvole

Ai piedi del mio personalissimo podio, lasciando stare film molto affermati e celebrati come Bastardi senza gloria, di Quentin Tarantino, che pure mi è piaciuto molto, ci metto due film molto diversi l’uno dall’altro, sia per il tema e l’ambientazione, sia per il linguaggio narrativo, sia soprattutto per l’approccio. Tragico e catacombale il primo, lieve ed etereo invece, il secondo.
La radicale diversità non impedisce ad entrambi i film di colpire nel segno. Una denuncia senza sconti per drammi autentici che hanno travagliato e travagliano le società protagoniste delle due narrazioni.
Lebanon di Samuel Maoz racconta la tragica invasione del Libano da parte delle truppe Israeliane all’inizio degli anni ’80, quella che culminò con le stragi di Sabra e Chatila, attraverso il microcosmo angosciante, rappresentato dall’equipaggio chiuso in un carro dell’esercito della Stella di Davide.
Tra le nuvole di Jason Reitman ( quello di Juno ) descrive invece, con i toni della commedia, la vita senza legami di un tagliatore di teste, insidiato da nuove tecnologie e metodologie del licenziamento, che è costretto a fare finalmente i conti con i disastri umani causati dalla sua professione.

 Lebanon si svolge interamente dentro l’angusto ambiente di un carro armato, colpito ed intrappolato in una desolata periferia libanese, che deve ritrovare la st...    (continua a leggere...)


01 Aprile 2011
Classifiche 2010 5° parte CINEMA La strada

13 Marzo 2011
Classifiche 2010. 4°parte CINEMA La nostra vita e Nine

[ archivio letto, visto, ascoltato ]
 
    W LA MAMMA
11 Agosto 2011
TEST - prove tecniche

[ archivio w la mamma ]